Storia di un quasi giovane che si è accorto di volere qualcosa di più dalla propria vita.

martedì, maggio 02, 2006

Buone compagnie

Incontro un compagno di studio. Laureato, o quasi. Mi chiede come va. Gli dico che matematica 4 non ce la faccio più. Lui mi dice che Codegone è bravissimo come professore. Io gli dico che è vero.

Ma allora sono io che non ce la faccio più?

venerdì, aprile 28, 2006

Crisi

Pensavo di essere tornato in strada, pensavo di aver ripreso. Mi sono accorto che in realtà è difficile. Difficile avere pazienza, tempo e soprattutto voglia.
Il pensiero più pesante è sapere di farcela ma trovarsi qualsiasi scusa per non farlo.
Forse sono arrivato alla fine, perché mi piace guardare la tv quando torno a casa, forse perché mi piace perdere tempo a mangiare, forse perché non so dire di no ai fine settimana e forse perché l'ozio è mio compagno.
Mi sveglio la mattina con prospettive di studio perfette e alla sera non ho la forza di ricordarmi la mattina.

martedì, aprile 11, 2006

Fermo

Adesso non è la difficoltà a farmi paura, e questo mi preoccupa più del normale. L'idea di non andare avanti solo perché non ho voglia, mi fa più male di pensare che non ne sono capace.
Avrei bisogno di uno scossone e forse dovrei essere più competitivo. Ma di natura, per l'una mi abbatto e per l'altra rinuncio. Sono fatto di idee. E ce ne dovrebbe essere qualcuna più grande del normale per portarmi avanti.

Adesso devo darmi da fare. Almeno tre nella prossima sessione.

venerdì, marzo 24, 2006

Acquitrigno

Mate 3 è finita ieri. Molti argomenti non sembrano difficili, è solo roba rifritta e resa più complicata. Prima di mate ho seguito fisica, con scarsissimo successo. Ho provato anche l'esame, sapendo che il Caso non è contemplato come unica materia di studio.
Mi sento perennemente lento, mentre agli altri non importa, continuano imperterriti, quasi dimostrando che non sono capace. E forse non lo sono o forse non ho voglia.

Perdersi

Troppo poco tempo. Troppa poca voglia.
Mi lascio andare troppo facilmente. E le scuse aumentano. Adesso diventano sempre più imponenti e forse qualche volta vere. Ma indubbiamente si perde coerenza, dopo tre mesi. Ogni cosa o persona che ricorda l'università diventa insopportabile e la palbebra trema. Segno inconfutabile della impropria volontà.